abbonamento 4 spettacoli
20 €
Abbonamento “ADOTTA UN GIOVANE A TEATRO” (acquistabile dal 2° abbonamento)
16 €
ORARIO SPETTACOLI
ingresso posto unico numerato
7 €
giovedì e sabato ore 21
Biglietto ridotto fino 25 anni
5 €
venerdì ore 17
Biglietto ridotto per persone diversamente abili e accompagnatore
2 €
13-14-15 settembre 2012
DON GIOVANNI
o della pazienza di Sganarello
da Molière
con Carlo Calderone, Massimiliano Aceti, Federico Horaldo Lima Roque, Cristina Mugnaini, Vittoria Faro, Carlotta Mangione, Chiara Mancuso, Alessandro Cosentini,Turi Moricca, Dimitri Galli Rohl ,
regia Giacomo Settis Bisordi
assistente alla regia Michele Lisi
combattimenti Francesco Manetti / scenografia Bruno Buonincontri e Giacomo Settis Bisordi / luci Sergio Ciattaglia / costumi Bartolomeo Giusti, Vittoria Faro / foto di scena Matteo Linguiti
Jean Baptiste Poquèlin prima di mutare il proprio nome mutò professione, quella del padre: non più tappezziere ma drammaturgo e attore celato dallo pseudonimo Molière. Il suo Don Giovanni nell’allestimento di undici allievi ANAD -un regista e dieci attori- va a caccia di mutande di donna. Nel ‘600 quelle si chiamavano braghesse, indossate soltanto da uomini e prostitute. Le donne per bene andavano in giro senza. Il Don Giovanni di Molière scomparve per due secoli e tornò quando le mutande erano innominabili in pubblico e soltanto alle bambine innocenti era dato esibirle. Col Can Can le mutande divennero quelle che conosciamo: indumento destinato al contatto con le parti intime, custode dei nostri segreti, nell’accezione latina secrètum, secrezioni. Nascondere ciò che secerniamo; questa l’ipocrisia contro cui Don Giovanni si scaglia assieme al fido Sganarello, lotta disperata annotata nel famoso catalogo, una lista di segreti mutati in verità scomode che è meglio fingere di non sapere.
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20-21-22 settembre 2012
SEMPRE INSIEME
(Toujours Ensemble)
di Anca Visdei
versione italiana di Mariella Fenoglio e Roberto della Casa
regia Matteo Alfonso
con Barbara Alesse e Irene Villa
disegno luci Sandro Sussi
fonica Edoardo Ambrosio
Due sorelle nella Romania di Ceaucescu. Una aspira a diventare scrittrice e l’altra attrice. La più grande, Alexandra, si compromette con l’opposizione al regime e le due sorelle decidono che le conviene andare all’estero. Da questo momento, la pièce procede in forma epistolare, con le due ragazze che si raccontano le reciproche esperienze. Attraverso l’affermazione del consumismo in Occidente e la repressione di un regime comunista sempre più duro, le due sorelle si confidano: la solitudine, la fame, la ricerca di un lavoro, ma anche i ragazzi, le feste e la scoperta dell’amore.
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27-28-29 settembre 2012
CRONACHE D’UN UOMO D’AFFARI
IN TEMPO DI GUERRA
scritto e diretto da Roberto Pappalardo
con Pio Stellaccio, Mario Merone, Roberto Pappalardo, Silvia Imperi, Maria Scorza
costumi e scene Stefania Pisano
disegno luci Michelangelo Vitullo
Nell’Europa degli anni ’40, martoriata dalla Seconda Guerra Mondiale, un inquieto uomo d’affari, sfruttando le vigenti leggi razziali, riesce a procurarsi i capitali necessari per rilevare una fabbrica in fallimento. Impiegando mano d’opera ebrea a basso costo raggiungerà, nel corso di poco tempo, importantissimi traguardi economici e, per la prima volta nella sua vita, arriverà ad appagare la sua sete di successo. Nel momento più florido della sua carriera però, la situazione internazionale precipita. Si troverà così, sul finire del conflitto, di fronte alla scelta più difficile: salvare la sua posizione e il risultato del lavoro di anni o mettere al sicuro le centinaia di uomini e donne della sua fabbrica, strappandoli all’atroce realtà dei campi di concentramento.
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4-5-6 ottobre 2012
CUOREDEBOLE
di Enoch Marrella
da un racconto di F.M. Dostoevskij
con Enoch Marrella e Edoardo Ripani
consulenza artistica Angelo Pavia / musica Angela Bruni / scena Selena Garau / disegno luci Astrid Jatosti / costumi Stefania Ponsele /assistenza tecnica Juan Pablo Polizzotto
Cuoredebole è la storia di due amici e colleghi che vivono sotto lo stesso tetto – Vassia Sciumkov ed Arkadi Ivanovic. La vigilia di capodanno Vassia annuncia all’amico Arkadi “Io prendo moglie”, ma una trama di ostacoli più mentali che reali – non ultimo il morboso rapporto di dipendenza con l’amico Arkadi – si frappone fra Vassia e la sua stessa felicità. Non solo il dolore quindi, ma la felicità stessa, in determinate condizioni di debolezza, può risultare ingestibile e addirittura insopportabile. È questo l’elemento paradossale che mi ha portato a riproporre oggi questa storia. Il Cuore debole è quello di Vassia Sciumkòv mentre Arkadi Ivanovic con il suo ‘sguardo quadrato’ diventa lo straordinario testimone di questa singolare vicenda per arrivare a comprendere qualcosa di estremamente complesso: l’altro,colui che ci sta di fronte; in questo caso specifico è Vassia, un uomo ossessionato da un idea così svalutata di sé da non riuscire a sentirsi degno della sua stessa felicità – nemmeno nel momento in cui essa sta per giungere. Questo tema, carissimo alla psicologia moderna, è sviluppato da Dostoevskij in questo racconto breve e si scatena in tutta la sua portata nel momento in cui si traduce in azione drammatica.